Parole in libertà

Stampa e censura nei paesi della riva sud del Mediterraneo

04 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Oggi alle 15:00 si è parlato di libertà di stampa e censura alla presenza del giornalista Omar Radi e degli attivisti Gamal Eid e Kais Zriba. Jacopo Granci ha introdotto e moderato l'incontro. E' intervenuto anche Darien Levani di MIER.

L'incontro, iniziato con un minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa, ha visto alle prime battute una rassegna delle condizioni dei principali paesi della sponda nord del Mediterraneo all'alba della primavera araba. Per Kais Zriba la "Tunisia è stato il punto focale della primavera araba". Il caso di Mohamed Bouazizi, l'uomo che si è dato fuoco in segno di protesta, è stato solo la punta dell'iceberg di trent'anni di forte dittatura. La Tunisia era uno Stato corrotto e la maggior parte dei partiti politici erano stati repressi. I media sono stati i mediatori tra la polizia e le classi abbienti della popolazione anche se non dobbiamo dimenticare numerosi arresti e torture di giornalisti.

In Egitto la popolazione si è accorta che "il nemico non era all'esterno, il nemico peggiore era all'interno, era Mubarak", dice Gamal Eid. Bisognava scendere in piazza contro la sua repressione; in queste manifestazioni il 50% veniva messo in prigione con l'accusa di usare la democrazia per indebolire il regime ma il popolo ha continuato sostenendo che "la risposta è la Tunisia".

Il Marocco è la realtà delle tre forse meno conosciuta e sicuramente ritenuta l'ancora di salvezza da parte dei media occidentali. A partire dal 2003 il Marocco cambia le sue caratteristiche avvalendosi di una legislazione antiterrorista. I marocchini dovevano rispondere al messaggio "il Marocco è adesso, la monarchia è adesso" portato dal sovrano, sono sorti movimenti sociali tra cui quelli di dimostranti studenteschi molti dei quali sono stati assassinati. Ci si è concentrati poi sul ruolo dei media durante la primavera araba quando le piazze iniziavano ad aprirsi. Per il caso tunisino non sono stati i social network "l'innesco delle primavere arabe" dice Kais, il popolo andava spontaneamente in piazza anche perchè bisogna considerare che la maggior parte non sapeva come usare il computer. Per l'Egitto Gamal dice che nel 2007 era "normale fidarsi di Internet più che delle fonti governative", con Internet si riescono ad organizzare tutte le manifestazioni di piazza che poi avvengono.

In Marocco l'utilizzo dei media è invece connesso con una guerra economica, una vera e propria "cyber guerra", il governo investe in tecnologie per imbavagliare la gente e per ridicolizzare i blogger", l'opinione pubblica è attiva e ora i marocchini stessi fano parte dell'opinione pubblica.

E' intervenuto Darien Levani motivando la creazione del Media Interculturale Emilia Romagna come il motivo per allontanare alcuni stereotipi legati agli stranieri che migrano verso l'Italia, tema ovviamente molto attuale.

Ci si è infine concentrati sul periodo dopo la caduta delle dittature; se in Tunisia sono i politici che gareggiano per spartirsi il potere e quindi la rivoluzione "è stata consegnata ai politici"; in Egitto sono i militari che hanno iniziato a controllare la dittatura. La vera rivoluzione, dice Gamal è quando "la libertà passerà dai militari ai politici". In Marocco invece la nuova costituzione non ha fatto molto rispetto a quella del '96; il sovrano continua ad essere sempre "il primo", anche e soprattutto in campo economico.

In conclusione Omar Radi ha raccontato una storia di censura in Marocco: un giornalista che ha condotto molte inchieste sul rapporto tra potere politico ed economico è stato accusato di sostegno al terrorismo per aver pubblicato un link con un video di Al Qaeda già pubblicato da El País. Per Radi "é un attacco ingiustificato alla libertà d'espressione", l'uomo in fin dei conti è stato arrestato "per aver fatto il suo lavoro".

 

Dichiarazioni
""Internet è l'unico strumento a favore della democrazia"" Gamal Eid
""La repressione è l'unica risposta del governo marocchino"" Omar Radi
""I social media hanno aiutato ma sono andati ad aggiungersi alle manifestazioni di piazza che stavano avvenendo"" Kais Zriba
" "Non si tratta della rivoluzione di Internet ma della gente che si batte per la democrazia"" Gamail Eid
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Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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