La guerra contro le donne

La violenza di genere, un’emergenza globale

05 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Urvashi Butalia, scrittrice ed editrice indiana, Mona Eltahawy, giornalista e attivista egiziana, Chouchou Namegabe, vincitrice del premio Politkovskaja e Rebecca Solnit, scrittrice statunitense, protagoniste dell'incontro sulla violenza di genere moderato da Riccardo Iacona.

Riccardo Iacona introduce le quattro ospiti di Internazionale cominciando dalla giornalista statunitense Rebecca Solnit, che parla del numero di violenze negli Stati Uniti non come fenomeni da considerarsi isolati tra loro ma come eventi da collegare: la violenza subita dalle donne per mano degli uomini è come una epidemia, ma la Solnit si dichiara fiduciosa sul fatto che da questa si può guarire in quanto malattia culturale, non biologica e insita nell’uomo ma vero e proprio comportamento sociale.

Il secondo intervento è quello della scrittrice indiana Urvashi Butalia, fondatrice della prima casa editrice femminista indiana Kali for women, che riprende il tema della violenza sulle donne come epidemia, difficile da controllare perché "silente e nascosta, una violenza perpetrata tra le donne da persone care alla donne. La battaglia contro la violenza sulle donne in India è molto sentita ma per colpa della diffusa omertà è difficile venirne a conoscenza. In più le donne un tempo “non possedevano la terminologia per esprimere quanto erano state ferite e non avevano mai trovato nessuno pronte ad ascoltarle, atteggiamento che le ha ferite due volte”.

Prende la parola Chouchou Namegabe, vincitrice del premio Politkovskaja. All'inizio della sua attività giornalistica non aveva idea di quello che stava realmente accadendo nel suo Paese così come è stato sconvolgente per la popolazione sentire di quelle violenze.Quando ho diffuso tramite radio le testimonianze, la popolazione è rimasta scioccata, ma bisognava farlo: per sensibilizzare la comunità, perché lo stupro è pubblico, perché le donne sono rigettate dalla stessa società e la violenza sessuale è accompagnata da vere atrocità. Si parla di epidemia e si chiede se per questa si possa davvero trovare una cura.

Infine interviene la giornalista egiziana Mona Eltahawy che ha vissuto in prima persona le rivolte della Primavera Araba. Racconta che “quando i dittatori hanno visto come uomini e donne combattevano insieme, hanno capito che qualcosa stava cambiando, miscela tossica .  La giornalista sottolinea poi come la violenza sulle donne sia influenzata da una società patriarcale che non vuole vedersi sottrarre il potere.

Le quattro protagoniste concordano sul livello ormai epidemico raggiunto dal fenomeno della violenza, fenomeno messo a tacere dalla società che spesso, per comodità o per mancanza di coraggio, lo fa passare in secondo piano. Oggi è la donna che inizia a far sentire la propria voce facendo credere che i casi di violenza siano aumentati: in verità i numeri sono sempre stati alti, ma sono di più le testimonianze nuove e inaspettate capaci di farsi ascoltare. 

Dichiarazioni
""Causa della mortalità principale non è più la malattia ma la violenza"." Rebecca Solnit
""Si cerca di trovare la cura più adatta ma è difficile trovare la giusta terapia quando c’è in mezzo la guerra"." Urvashi Butalia
""Per combattere l’epidemia bisogna trovare nuovi strumenti e come editrice ho usato l’arma della conoscenza". " Urvashi Butalia
""Noi vogliamo diffondere le storie per far capire cosa succede, il fenomeno nella Repubblica Democratica del Congo viene banalizzato, ci sono un milione e mezzo di vittime di queste atrocità e ogni giorno lo stupro è usato come arma per combattere questa guerra"." Chouchou Namegabe
""State fuori dalla mia vagina, rimanete fuori dalla nostra vita"." Mona Eltahawy
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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