Sulla rotta della speranza

L'immigrazione e le politiche europee

05 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Loris De Filippi presidente di Medici senza frontiere Italia, Ahmet Içduygu dell'Università Koç di Istambul, Lucio Battistotti di Affari interni Ue e il regista Andrea Segre si sono confrontati questa mattina su un tema controverso come quello dell'immigrazione. Fabrizio Gatti de l'Espresso ha moderato l'incontro.

Candidare Lampedusa al Premio Nobel per la pace può essere un simbolo per rompere il silenzio ma non bisogna dimenticare altre realtà problematiche come quelle di Spagna, Malta o dell'area a confine tra Grecia e Turchia.

Cosa fare per fermare questi flussi? Anzitutto iniziando dalla creazione di un "corridoio umanitario" ed eliminando i centri di detenzione  temporanea, nei quali  gli immigrati vengono tenuti fino a 18 mesi, trattati incivilmente, e spesso sedati. Nel 2008 delle 30.000 persone sbarcate a Lampedusa 10.000 venivano dall'Eritrea; senza la dittatura eritrea avremmo evitato un terzo di morti che hanno peraltro contribuito a esaltare nei paesi di accoglienza sentimenti negativi come la xenofobia.

Per Andrea Segre "sarebbe curioso fare un giro nelle ambasciate e consolati che sono quasi inarrivabili". Come si aprono canali di emigrazione regolare? Bisogna investire in luoghi di confronto ma per farlo "servono persone, soldi e strutture". Il problema per Segre è che L'Europa investe sempre di più sui modi per evitare l'arrivo, "nasconde il fenomeno migratorio". "Costruire un corridoio è impossibile", non si possono chiedere fondi per i consolati se prima si è costruita la "retorica dell'invasione". Provocatoriamente dice che avrebbe più senso creare un premio "Ignobel" per la pace suscitando applausi da parte del pubblico.

Per Ahmet Içduygu questa persistenza del concetto delle frontiere chiuse ha intrappolato anche i politici. Cosa fare quindi? "Affrontare la questione in maniera più ampia" includendo le Nazioni Unite. Bisogna portare avanti una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dei politici creando una prospettiva nuova, un cambio di mentalità.

Loris de Filippi ha osservato come si stia regrendendo invece di progredire,con una situazione che, dopo 10 anni, non solo non è cambiata ma è andata peggiorando. "Il numero dei profughi nel mondo sta aumentando" dice e "le persone che scappano dai conflitti sono aumentate".

Lucio Battistotti ha fatto una riflessione vera e condivisa sul momento che stiamo vivendo.  "Triste che la tragedia di questi giorni serva a cambiare l'approccio, mobilitare l'Unione Europea".

Per Fabrizio Gatti lo sforzo di Italia, Spagna e Grecia è maggiore di quello di Svezia o Germania che si vantano del 9% di immigrati regolarizzati; l'impatto dell'immigrazione infatti è dei paesi di frontiera, come dell'Italia, che vivono anche un periodo di crisi economica.

Che fare? "Preventivare l'arrivo dei migranti" dice Içduygu, portandoli programmaticamente dove c'è domanda. Come si concilia l'immigrazione con l'inquietante 40% di disoccupazione italiana?Difficile trovare una risposta.

Dichiarazioni
""Quella barca è l'immagine della nostra vergogna e non più l'immagine della nostra paura" " Andrea Segre
""Anche dal punto di vista ideologico bisogna evitare la criminalizzazione dell'immigrazione" " Ahmet Içduygu
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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