Il deficit di democrazia in Europa

Quanto ci sentiamo europei?

05 OTTOBRE 2013, FERRARA
Riassunto
Al Festival di Internazionale a Ferrara, presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, alle ore 14, si è svolto un dibattito sulla democrazia in Europa. Gli ospiti: Lucio Battistotti, della Commissione Europea, Dimitri Deliolanes di Ert tv, Grecia, Ferdinando Giugliano del Financial Times, Eric Jozsef di Libération, Francia. Introduce e modera Federico Taddia, di radio24.

Federico Taddia rompe il ghiaccio con una domanda diretta: cos'è oggi l'Europa ed esiste una possibilità di partecipare attivamente? Il primo a rispondere è il giornalista greco Dimitri Deliolanes, affermando che, purtroppo, in Europa il potere è in mano ai centri finanziari dei Paesi più sviluppati. La causa di ciò va ricercata nella convinzione che con la nascita dell'Euro si sarebbe stabilizzata la condizione economica del vecchio continente, evitando così di attuare delle misure di sicurezza in vista di eventuali crisi. L’economia reale ha dunque ceduto davanti alla finanza, perché gran parte degli investimenti sono stati fatti per porre rimedio ai disastri finanziari. Questo è quanto successo anche in Italia e in Greacia (oggi vittima della crisi economica forse più di altri Stati), con il caso Monte dei Paschi di Siena. A parere di Deliolanes, il regime d’austerità, al quale la Grecia ha dovuto sottostare, è profondamente sbagliato.

Per Ferdinando Giugliano non si sa chi detenga il potere in Europa, poiché non esiste un modello che permetta al sistema democratico di esprimersi. Il grande problema rimane la mancanza di un reale  sviluppo politico e per questo la Germania, che oggi ha più potere economico rispetto agli altri Stati, dovrebbe occuparsi di più della crescita; ecco dove risiede il fallimento della politica tedesca. Un altro ostacolo alla crescita è rappresentato dalla scarsa informazione tra i cittadini: pochi sanno quali siano realmente i compiti e gli obiettivi del Parlamento europeo. In Italia, per esempio, le tematiche e i politici europei sono sottovalutati. 

Eric Jozsef sostiene invece che senza Europa non potremmo esistere. "Cosa sarebbero oggi Spagna e Grecia, senza questo organismo?", si domanda il giornalista di Libération. Inoltre, anche esulando dai problemi economici, l’Europa è stata importante per quei Paesi dell'Est che altrimenti non avrebbero avuto libertà. Il giornalista sostiene che tutti gli Stati appartenenti all'Unione abbiano perso la propria sovranità ma non è il cercare di riconquistarla la vera sfida: è necessario ridare equilibrio a quella visione ormai troppo "market oriented" e che poco presta attenzione all'Europa della Germania. Bisogna capire se esiste un progetto comune, che superi i confini nazionali e avere qualcosa che unisce: un modello economico, sociale, culturale, ambientale.

Luciano Battistotti è un europeista convinto: in un mondo che sta cambiando rapidamente da tutti i punti di vista, nessun Paese europeo può essere da solo attore-protagonista nella scena politica europea. L’Europa rappresenta tutti i cittadini e tutti hanno il dovere di impegnarsi al fine di ridare forza al Parlamento europeo. E’ necessaria più solidarietà tra i popoli, così come alla fine della Seconda Guerra Mondiale i Paesi più ricchi hanno aiutato quelli meno fortunati.

Dimitri Deliolanes, in fine, ritiene che in Europa vi sia una forte corrente anti europeista; lo stesso movimento di Grillo è un movimento di protesta. Anche nel voto del Maggio 2014 si vedrà quanto stia crescendo questa nuova corrente. E’ urgente affrontare la crisi in termini nuovi, puntando sull’economia reale.

Dal dibattito emerge la necessità di un modello di sviluppo comune, la necessità di sentirsi non tanto italiani, greci, francesi o tedeschi, ma prima di tutto cittadini d'Europa.

 

Dichiarazioni
""Non possiamo andare avanti se non c'è qualcosa di superiore che ci unisce"" Eric Jozsef
""Nel mondo di oggi siamo piccoli in un'economia che sta cambiando moltissimo"" Lucio Battistotti
""Urgenza di affrontare la crisi in termini nuovi"" Dimitri Deliolnes
""Se partecipiamo in pochi alle elezioni europee, allora è difficile lamentarsi"" Ferdinando Giugliano
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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