Chiusi tra i muri della storia

Dall’esodo palestinese alle rivolte arabe, la voce degli intellettuali in Medio Oriente.

05 OTTOBRE 2013, FERRARA
Riassunto
Oggi 5 ottobre al festival di Internazionale, lo scrittore libanese Elias Khoury , autore di numerosi successi editoriali tra cui la La porta del sole , parla del ruolo dell’intellettuale in Medio Oriente e della condizione palestinese. Khoury è intervistato da Gad Lerner.

In Sala Estense al festival di Internazionale, Gad Lerner intervista lo scrittore e intellettuale di sinistra libanese Elias Khoury.

Khoury affronta il tema caldo dei profughi palestinesi. Individua il problema in un governo che cerca di nascondere il razzismo intrinseco nel sistema politico. Parla del Libano e di confessionalismo, di uno stato che identifica razzismo in fascismo e non fa altro che diminuire la possibilità di un’unione tra le persone.

Quando Gad Lerner parla di condizione palestinese, Khoury chiarisce subito che in quanto essere umano ha il dovere di mettersi dalla parte delle vittime, i palestinesi. Quando gli si chiede del suo libro La porta del sole, Khoury si emoziona per quella che lui definisce “una storia d’amore” nata con la paura di una mancata accettazione da parte dei palestinesi. Il libro si è rivelato essere un esempio per tutti i profughi palestinesi.

Khoury si identifica nella definizione di intellettuale laico e crede che la religione non debba essere un deterrente per creare conflitti. Parla degli intellettuali siriani laici, che stanno svolgendo un grande ruolo: esprimono libertà e sono portavoce di coloro che vogliono ribellarsi al regime fascista.

Conclude incitando le nuove generazioni, augurandosi che possano essere più sveglie sul piano politico e intellettuale e che possano in qualche modo collaborare attivamente nella ricerca di una via di uscita dal dispotismo.

Dichiarazioni
""Io rispetto le religioni ma spero che le religioni rispettino me"." Elias Khoury
""Il mio dovere di essere umano è di identificarmi con le vittime, in caso contrario la mia vita non sarebbe piena. Per questo mi identifico con i palestinesi"." Elias Khoury
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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