Le relazioni pericolose

Stampa e finanza in tempo di crisi

05 OTTOBRE 2013, FERRARA
Riassunto
Al cinema Apollo, un incontro incentrato sulle connessioni che intercorrono tra la stampa e la finanza in periodo di recessione. Con Andrea Baranes, Kostas Kallergis, Paolo Mondani ( Report) e Micah White (editore di Adbusters e tra i fondatori di Occupy Wall Street); introdotto da Ugo Biggeri (presidente di Banca Etica) e moderato da Mauro Meggiolaro (Il Fatto Quotidiano).

«Perché notizie tanto importanti ci vengono presentate come noiose?» è il quesito posto da Ugo Biggeri.Sembra infatti che le pagine dei quotidiani dedicate all'economia siano scritte prettamente per gli addetti ai lavori, il che è deleterio per i cosiddetti "analfabeti finanziari".La scelta dei termini è poi speculare a quella degli esperti interpellati: personaggi dell'elite finanziaria, spesso co-responsabili dei vari crac.

Questo è anche il punto di vista di Kostas Kallergis: «I media cercano di far sentire in colpa il popolo greco, non parlando ad esempio delle agenzie di rating o di Goldman Sachs», e di seguito nessuno ha dato una visione realistica delle responsabilità e del reale stato dei fatti; il parallelo con l'Islanda è impietoso, un Paese dove il primo ministro ha dovuto rispondere personalmente in tribunale delle accuse a suo carico.

Dal 2009 in Grecia sono stati introdotti dai media nuovi termini e concetti di cui nessuno era realmente a conoscenza, facendoli così entrare nel gergo comune senza spiegarne mai realmente il significato; così facendo la gente si è stancata, iniziando a disinteressarsene. Il fenomeno diventa paradossale quando perfino un politico greco, chiamato a votare un memorandum proveniente dall'Europa ed inerente la crisi, confessa candidamente di aver partecipato alla votazione senza prenderne visione (per la cronaca, aggiunge Kallergis, costui è oggi ministro per la crescita). Così i greci hanno preferito fare ricorso alle notizie dal web, imbattendosi in problemi di altra natura come la scarsa competenza dei giornalisti.

Secondo Paolo Mondani, i giornalisti scelgono consapevolmente gli argomenti da trattare, se non lo fanno è una loro scelta. Ne é un esempio l'inchiesta condotta per Report inerente lo scandalo Montepaschi: «Bastava leggere i dati»; cosa che non è stata fatta per tempo dagli esperti di finanza. Il motivo, secondo Mondani, è dovuto alla massiccia pubblicità delle banche presso i maggiori quotidiani (investimenti che non si possono perdere), oltre alle pressioni dei politici (spesso tra i maggiori investitori). Proprio in questo ambito Mondani ribadisce la necessità di punire la 'querela temeraria', utilizzata come strumento di minaccia: anche il solo avviso preventivo infatti può indurre un editore a silenziare i giornalisti considerati 'scomodi' e questo mina la libertà di stampa. 

Andrea Baranes sostiene che il problema é il modo di raccontare la crisi: finché tra i media passa il concetto che lo spread sia l'unica priorità, anche a discapito del benessere dei cittadini, si creano dei paradossi: perchè le banche che hanno causato la crisi lavorando con attivi superiori al 5000% del patrimonio non hanno ripercussioni mentre uno Stato con il 60% viene punito?

Con Micah White è inevitabile parlare dell'esperienza "agrodolce" di Occupy Wall Street, che lo stesso White definisce «un fallimento costruttivo», in quanto non servono solo vittorie in quest'ambito. Occupy ha indagati sugli artefici della crisi per ripartirne le responsabilità, facendosi promotore di un attivismo il cui obiettivo principale è ridurre l'importanza data agli status sociali, così da non avvertire come 'crisi' la possibile riduzione dei propri standard di vita; sventolata spesso dai media come una catastrofe.

Il prossimo progetto è creare una formazione politica che si faccia portavoce della protesta, magari inglobando esponenti politici dal resto del mondo per creare un movimento analogo a quello dei 5 Stelle, di cui non a caso afferma di essere simpatizzante. Il primo obiettivo in questo senso sono le elezioni di mid-term del 2014.

Dichiarazioni
""Bisogna ridurre il potere dei soldi nelle nostre elezioni" " Micah White
""La finanza comanda la politica"" Paolo Mondani
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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