L’autunno arabo

Dall’Egitto alla Siria, cosa resta delle rivoluzioni

06 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Al festival di Internazionale, a Ferrara, al Teatro Comunale alle ore 18, si è svolto un dibattito su ciò che rimane delle rivoluzioni arabe. Sono presenti: Farhad Khosrokhavar, sociologo iraniano, Farouk Mardam-Bey, storico francosiriano, Olivier Roy, politologo francese. Introduce e modera Monica Maggioni, RaiNews24.

L’incontro avviene con tre intellettuali, che ci permettono di capire quello che già dice il titolo: il passaggio dalla primavera all’autunno, cioè dalla rivoluzione alla calma popolare araba

Secondo Olivier Roy oggi la situazione in Tunisia ed Egitto è molto complessa, ricca di sfumature. Non esiste un partito della rivoluzione e uno della conservazione. La situazione politica è aperta in entrambi i Paesi. Probabilmente dopo un periodo di relativa calma, si tornerà ad una nuova primavera.

Secondo Farouk Mardam-Bey oggi assistiamo ad una fase di crisi globale delle rivoluzioni, sfociate in disillusione da parte degli individui, e deriva autoritaria da parte dei regimi. Tuttavia tra qualche decennio forse anche Egitto e Tunisia conosceranno forme più democratiche di governo, magari con l’affermazione della non-violenza. Le rivoluzioni vanno lette nell’ottica della prospettiva, che hanno potato nuova speranza ai popoli, e nel prossimo decennio metteranno in crisi l’autoritarismo.

Per Farhad Khosrokhavar è più corretto parlare di processo rivoluzionario, in quanto questo porta a fasi di stagnazione ad altre di sollevamento. In Siria si è installato un processo di islamizzazione. Attualmente i partiti di sinistra e quelli moderati non hanno alcun potere, mentre erano molto forti durante la rivoluzione. La rivolta è stata fatta scattare da tre gruppi non organizzati: i contadini, che hanno lasciato le zone rurali per andare in città, i giovani , che si sono organizzati con i social network e gli intellettuali. Gruppi che però non sono stati capaci di dirigere la rivoluzione.

Per Olivier Roy, anche la società egizia è totalmente islamizzata. Oggi la maggioranza delle ragazze portano il velo, mentre 30 anni fa, non era così. C’è stata una crisi della sinistra, della laicità, e questo ha portato ad un ritorno alla religiosità.

Questa rivoluzione ha fallito, ma, secondo Mardam-Bey, non è detto che queste società rimangano statiche, anzi, sono in profondo mutamento. Il dialogo è difficile, si fatica ad accettare l’alterità, invece ora sarebbe importante capirsi reciprocamente. Il malessere non è solo il fondamentalismo, ma la difficoltà ad accettare l’alterità.

Dichiarazioni
""Le donne hanno un ruolo importante in questo movimento di rinascita culturale"" Farouk Mardam-Bey
""La difficoltà è accettare l'alterità"" Farouk Mardam-Bey
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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