Nigeria. Il gigante d’Africa

Dalla letteratura al cinema, il paese oltre gli stereotipi

06 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Al festival di Internazionale a Ferrara, al cinema Apollo, si parla con tre giovani narratrici dell’importanza culturale della Nigeria, e della necessità di superare gli stereotipi, che ci impediscono di percepire la bellezza di questo Paese. Ne parlano: Chibundu Onuzo, scrittrice nigeriana, Noo Saro-Wiwa, giornalista e scrittrice nigeriana, Lola Shoneyin, scrittrice nigeriana. Introduce e modera Francesca Caferri, La Repubblica.

Molto spesso, quando si pensa alla Nigeria, la nostra mente va al terrorismo e ai problemi di corruzione. In realtà, come afferma Francesca Caferri, la vera immagine della Nigeria, che quasi mai arriva ai media, è quella di un Paese che è la seconda economia dell’Africa e uno dei maggiori produttori di petrolio. Patria anche di un’industria cinematografica fiorente.

Secondo Noo Saro-Wiwa, effettivamente purtroppo prevale nei media l’interesse per il terrorismo. In realtà la Nigeria è uno Stato molto complesso. La zona sud è dinamica, con molti scrittori e la crescita economica del Paese è del 7% annuo. Coesistono l’ottimo e il pessimo, ma questa complessità non viene riportata dai media. In breve, oltre al terrorismo e alla corruzione, c’è molto altro.

Lola Shoneyin interviene dicendo che il problema reale è la povertà, unita alla mancanza di istruzione. Molti giovani infatti diventano terroristi perché vivono in condizioni di miseria e cedono alla promessa di un riscatto.

La scrittrice Noo Saro-Wiwa , che ha sempre vissuto in Inghilterra per volere del padre, uno dei più grandi attivisti africani che ha lottato per l’affermazione dei diritti della sua gente e ucciso per la sua opposizione, racconta di come ritornare a casa d’estate, le provocasse repulsione. Sentimento che le è ovviamente cresciuto dopo la morte del genitore. Nel suo ultimo libro, parla del ritorno in Nigeria, e di come abbia visto cose che non immaginava nemmeno esistessero.

Il romanzo di Lola narra di una giovane laureata che abbandona i sogni nel cassetto per diventare la quarta moglie di un uomo ricco e potente. L’arrivo nella nuova casa, e la convivenza con le altre mogli, faranno esplodere dinamiche nuove. Il romanzo ruota attorno alle quattro donne, mentre l’uomo fa, in sostanza, la figura dell’inetto. La poligamia è stata vissuta dalla scrittrice in prima persona, in quanto i suoi nonni erano poligami. Lei stessa da ragazzina espresse il desiderio di diventare una delle mogli di uno stesso uomo, ma  fortunatamente la madre la fece riflettere.

La giovane scrittrice Chibundu, ha ambientato il suo romanzo di grande successo a Lagos, città del sud della Nigeria, molto ricca e dinamica. Nel libro si svolge l’incontro tra un giovane venditore di strada e una ragazzina ricca e viziata: immagine che fa da sfondo alle contraddizioni della città.

La poligamia è un tema che ritorna anche nella vita di Noo: scoprì infatti che il padre era poligamo quando, d’estate, invitò i figli a rientrare in Nigeria per le nozze. Fu una scoperta traumatica. La poligamia del padre ha portato la scrittrice ad odiare questa tradizione culturale, e le ha dato maggior forza per farsi strada come scrittrice.

Dichiarazioni
"“ La Nigeria è il Paese dove c‘è tutto, il pessimo e l’ottimo”" Noo Saro-Wiwa
"“ Non fatevi dire che siete troppo giovani”" Chibundu Onuzo
"“Il libro è stato molto popolare perché la maggio parte degli uomini vorrebbe essere poligama”" Lola Shoneyin
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

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