Il prossimo scoop

La libertà di stampa dopo Wikileaks e il Datagate

07 OTTOBRE 2013, FERRARA, ITALIA
Riassunto
Al festival incontro sulla libertà di stampa al Teatro Comunale con Stephen Engelberg (direttore di ProPublica), Natalie Nougayrède (direttrice di Le Monde). Introdotto da Giovanni De Mauro (direttore di Internazionale) e moderato da Marino Sinibaldi (Radio 3).

Il Festival di Internazionale chiude questa edizione con un incontro dedicato alla libertà di stampa offrendo un confronto tra due modi di intendere l'informazione diametralmente opposti ma compatibili. Ed è su questo che si concentra l'analisi iniziale di Giovanni De Mauro, che coglie l'occasione per ringraziare Medici Senza Frontiere e l'intera organizzazione del Festival.

Due modelli giornalistici al centro di un periodo di transizione dunque, Natalie Nougayrède  però tiene a sottolineare che Le Monde non rappresenta solo un baluardo della carta stampata, ma è aperto ai nuovi formati: «Il nostro pubblico online non è mai stato così vasto, in questo senso siamo molto ambiziosi». La dimensione del web: Stephen Engelberg precisa quali siano i pro e i contro: la ricerca di fondi, che nel caso della carta stampata non rappresenta quasi mai un problema; e di riflesso i costi più contenuti di queste testate le quali hanno un accesso immediato e diretto alle notizie. Ciò influisce anche sugli argomenti: ovviamente si cerca di trattare temi che abbiano peso per il pubblico ma che allo stesso tempo non siano già stati coperti interamente da altre testate. Due esempi rappresentativi: l'inchiesta sulle violenze della polizia dopo l'uragano Katrina, la quale ha generato un'indagine e quella sulla pratica del 'fracking', che ha scaturito molto interesse.

Natalie Nougayrède conserva un'occhio di riguardo per il giornalismo d'inchiesta in quanto era il suo campo prima di diventare direttrice di Le Monde. Per questo parla dell'enorme responsabilità che ha avvertito nella vicenda dei due reporter inviati in Siria ad indagare sulle armi chimiche, con tutte le difficoltà del caso. Riguardo i recenti casi Wikileaks e NSA ciò che ha colpito di più è la solidarietà che c’è stata tra le varie testate internazionali: difatti quando il Guardian è stato oggetto di pressioni dopo la diffusione di vari dispacci, il Washington Post, il New York Times e ProPublica hanno garantito la pubblicazione simultanea di ulteriori indiscrezioni in caso di nuovi attacchi. Come conferma Engelberg, apre nuovi scenari nella collaborazione tra i vari media. Natalie Nougayrède, che ha lavorato a lungo sui documenti Wikileaks ribadisce che una tale mole di informazioni necessita per forza di una connessione tra le varie testate, il cui unico scoglio alla pubblicazione deve essere rappresentato dalla privacy dei soggetti interessati. Questa nuova frontiera dell'informazione ha influito direttamente sulla coscienza critica del pubblico, come in Tunisia, dove dopo la diffusione dei rapporti che confermavano la dilagante corruzione del governo, la popolazione ha ritenuto questa situazione inaccettabile: questo dimostra quanto grande sia il potenziale di questo materiale e gli effetti che possono scaturire dalla sua condivisione. Negli USA, sostiene  Engelberg, la maggior parte dei cittadini ha preso coscienza delle nuove forme di controllo attuate dal governo; così come in Francia, aggiunge Nougayrède, dopo aver avuto la prova che alcuni giornalisti erano spiati, si è passati alle vie legali per tutelare la libertà e l'indipendenza dei cronisti.

Indipendenza che deve essere garantita anche dal finanziamento delle nuove testate, il quale sembra essere il futuro del giornalismo, come già accade per ProPublica dove diverse fondazioni e privati cittadini sostengono economicamente la testata. Si instaura così un rapporto di fiducia reciproca che però non intacca in alcun modo la scelta dei temi trattati.

 

 

 

Dichiarazioni
"«In un ambiente pieno di informazioni come questo, è importante diventare un punto di riferimento»" Natalie Nougayrède
"«Fare giornalismo per produrre un cambiamento»" Stephen Engelberg
Contatti stampa
Profilo Aziendale Internazionale a Ferrara 2013

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, con più di centosettanta ospiti arrivati da trentotto paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 66mila presenze.

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Arundhati Roy, Bill Emmott, John Berger, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy, Bruno Giussani, Pierre Haski e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Quest’anno, per la prima volta, 4 degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile. 

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it

comunicati stampa